Homecosmetologia generaleLegislazione del cosmetico: regolamento cosmetico CE 1223/2009 tutte le info!

Legislazione del cosmetico: regolamento cosmetico CE 1223/2009 tutte le info!

Dopo aver fatto il corso di cosmetologia generale e dopo aver preso la certificazione (risultato 100/100!!), ho deciso di parlare del regolamento cosmetico CE 1223/2009 e di svelare quello che ho imparato. Logicamente queste sono solo impressioni dopo aver fatto il corso e concluso il mio percorso con l’esame finale. Ci tengo a dire che tutte le informazione che darò da qui in avanti su blog e canale Youtube non vogliono comunque sostituire il parere di nessun esperto.

Su internet ci sono spesso informazioni errate o non proprio complete per quanto riguarda formulazione dei cosmetici, INCI e selezione dei prodotti.

Il regolamento cosmetico CE 1223/2009 innanzitutto specifica bene cosa sia un cosmetico e quindi queste regole non valgono con altri prodotti sul mercato che non sono cosmetici.

REGOLAMENTO COSMETICO CE 1223/2009

Che cos’è un cosmetico secondo il regolamento CE 1223/2009?

Un cosmetico è una sostanza o miscela che è destinata ad essere applicata SOLO sulle superfici esterne del corpo (capelli, unghie, epidermide, sistema pilifero, labbra e organi genitali esterni) oppure sui denti o le mucose della bocca al solo scopo di pulire, profumare, modificare l’aspetto, proteggere, mantenere in buono stato o correggere odori corporei.

Logicamente spesso c’è un po’ di confusione anche su questo punto, soprattutto mi viene da pensare a trattamenti spesso cinesi che troviamo sul web e che a mio parere personale, dopo quello che ho studiato, non sono da considerare cosmetici e andrebbero usati con cautela.

Chiara Monique

Il cosmetico infatti non è un farmaco, non è un dispositivo medico o un presidio medico chirurgico che deve sottostare ad altre leggi. La sola funzione di modifica fisiologica che citavamo prima per quanto riguarda le superfici esterne del corpo, deve avere queste 3 funzioni:

  • Estetica (ha il fine di abbellire l’estetica di una persona)
  • Igienica (pulisce)
  • Eutrofica (funzione nutritiva)

Siamo nel 2021 quindi penso che non ci sia bisogno di dire che per questioni pubblicitarie e di marketing alcuni cosmetici hanno più scopi. Logicamente più funzioni ha un prodotto e più la clientela lo comprerà.

Quali stati seguono il Regolamento cosmetico ce 1223/2009 e quali no e quali articoli ci sono in questo regolamento.

Ormai tramite internet siamo abituati a reperire un po’ tutto. Alcuni fanno la spesa, altri comprano le scarpe e altri i cosmetici. I siti dove reperire i prodotti sono infiniti, spesso però alcuni di questi tipo Amazon o Wish, ospitano anche venditori oltreoceano. E’ bene sapere che l’America e Il Giapponehanno una legislazione diversa dai cosmetici che seguono la legislazione europea, anche se si sta cercando di trovare un’omogeneità legislativa.

Mi è capitato di comprare online dei cosmetici che avevano scritte in altre lingue, di brand che magari erano venduti in italia, ma che destinavano il cosmetico solo ad un pubblico estero. Ho scoperto poi che probabilmente quel cosmetico che in america era venduto, in europa non rispettava tutti i limiti imposti e quindi in italia non avrebbero potuto spedirlo probabilmente.

Chiara Monique

Il regolamento cosmetico CE 1223/2009 fu appunto pubblicato nel 2009 ed entrò però in vigore nel 2013.

Le leggi precedenti:

Prima di arrivare a questa preziosa legge del 2009, ci sono state anche altre tappe importanti nella storia del cosmetico:

  • 1976: DIRETTIVA EUROPEA (redatta a seguito di un’esigenza di regolamentare il mercato e la produzione dei cosmetici).
  • 1986: LEGGE 713/86 (dopo la direttiva in Italia nasce la prima legge).
  • 2009: REGOLAMENTO CE (unico testo legislativo da seguire in Europa per i cosmetici).

Articoli importanti:

L’articolo 1 di questo prezioso regolamento dice che i prodotti cosmetici devono essere sicuri, garantendo la tutela della salute umana.

L’articolo 2 definisce invece che cos’è un cosmetico (quello che ho scritto sopra).

L’articolo 11 si occupa del PIF (Product Information File): documento aggiornato da chi si occupa del prodotto. E’ un file segreto che contiene tutte le informazione del prodotto, la composizione, gli studi scientifici che attestano l’efficacia e le prove di sicurezza.

L’articolo 18 si occupa dei test sugli animali: la sperimentazione animale è vietata sia per il prodotto finito ma anche l’utilizzo di materie prime testate.

L’articolo 19 si occupa delle informazioni dei cosmetici sulle confezioni.

L’articolo 20 parla del divieto di apporre il pittogramma “Cruelty Free“.

Sono inoltre presenti anche gli allegati come il V (lista dei conservanti consentiti) e il VI (lista delle molecole filtranti UV consentite.

Quindi è vero quando mi dicono che alcuni brand fanno male rispetto ad altri?

Come potrai aver intuito il PIF è presente di ogni prodotto che è sul mercato europeo. Ogni singolo prodotto e lotto vengono analizzati e quindi poi dopo accertamenti commercializzati. Dietro un cosmetico c’è un mondo e soprattutto un regolamento complesso. Certo alcuni conservanti come i parabeni, piuttosto che i siliconi e i petrolati sono stati spesso attaccati e con loro i noti brand che ne fanno uso, questo è perchè il web è in grado di far circolare voci che spesso sono difficili da fermare (come le prime catene di sant’Antonio).

Non spetta a me convincerti che un prodotto fa male oppure no, però è importante che tu sappia una cosa: i prodotti mal conservati, o scaduti per via di un fai da te sbagliato, possono portare ad irritazioni ben più gravi alle volte di un semplice conservante consentito.

Il famoso studio del 2004 sui parabeni cancerogeni è stato smentito dalla stessa università che l’ha prodotto e persino Airc (che di cancro si occupa).

Infatti in un articolo completo che si chiama: “I parabeni sono cancerogeni?”, l’Airc ha spiegato che ad oggi non ci sono ricerche che dimostrino una relazione tra parabeni e cancro ( nè al seno, nè di qualsiasi tipo), quindi fino a prova contraria si possono ritenere sicuri.

E aggiunge anche che: Il caso dei parabeni è un chiaro esempio di come sia difficile smentire sui media ricerche scientifiche di scarsa qualità.

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